La legenda leggendaria dei libri miei, tuoi, suoi, nostri, vostri e loro - www.scrivo.too.it
![]()
Nome: Carlo Menzinger di Preussenthal
Da sempre la mia passione è per i libri che amo sia leggere, sia scrivere, e ne ho pubblicati ormai un discreto numero:
la raccolta di poesie “Viaggio intorno allo specchio”,
i romanzi “Il Colombo Divergente” (un'ucronia su Cristoforo Colombo),
“Giovanna e l’angelo” (un'ucronia su Giovanna d’Arco),
“Ansia Assassina” (un thriller surreale),
il romanzo breve “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, scritto assieme ad Andrea Didato e la storia in versi “Cybernetic Love”, scritta con Simonetta Bumbi, pubblicati entrambi nel volume "Parole nel web", che comprende anche un racconto che ho scritto con Sergio Calamandrei "Lei si sveglierà".
I miei lavori più importanti sono tutti editi da Liberodiscrivere Edizioni di Genova (www.liberodiscrivere.it).
Ho anche partecipato a numerose antologie di racconti e poesie e pubblicato su riviste e siti internet.
E oltre a scrivere?
Sono nato a Roma il 3 gennaio 1964 e lì mi sono laureato in Economia e Commercio. Vivo a Firenze, dove lavoro in banca. Attualmente mi occupo di finanza strutturata. In passato ho fatto un mucchio d'altre cose: marketing, sviluppo commerciale, accordi internazionali, decentramento amministrativo, analisi di mercato e private equity.
Sono sposato ed ho una figlia.
Il mio sito internet è www.scrivo.too.it
bradirunner in Orlando, l'ispirazio...
Anyanka in Orlando, l'ispirazio...
thomaspendragon in Orlando, l'ispirazio...
emaelina in IL SETTIMO PLENILUNI...
lauraetlory in MI HANNO CITATO TRAI...
AcquaChiara in MI HANNO CITATO TRAI...
kikmaster in MI HANNO CITATO TRAI...
kikmaster in MI HANNO CITATO TRAI...
anneheche in Tre romanzi russi, l...
comicfun in MI HANNO CITATO TRAI...
| Blog: |
| Carlo Menzinger |
Topics: |
| libri, letteratura, romanzi |
AAA- www.scrivo.too.it- Il sito di Carlo Menzinger
Ansia assassina su aNobii
Ansia assassina su Carta e Calamaio
Ansia assassina su Ditelo a me
Ansia assassina su Italian Bibliobloggers
Ansia Assassina su Lo Scrigno
Ansia assassina su Tuttti i colori dell'anima
Ansia assassina vista da Giuliana Argenio
Antanz1967 intervista Carlo Menzinger
Chiara Sardelli intervista Carlo Menzinger
Esilio a Mordor
Giovanna e l'angelo letto da Carla Casazza
Giovanna e l'angelo su aNobii
Giovanna e l'angelo su Italian Bibliobloggers
Giovanna e l'angelo su Lib(e)ro
Giovanna e l'angelo su Libri e Tutt'altro
Giovanna e l'angelo su Literary
Giovanna e l'angelo vista da Argenio
Giuliana Argenio
Il Colombo divergente commentato su aNobii
Il Colombo divergente per Laura Costantini
Il Colombo divergente su Carta e Calamaio
Il Colombo divergente su Esilio a Mordor
Il Colombo divergente su Soft boiled
Il Colombo divergente visto da Enrico Matteazzi (Kikmaster)
Il Colombo divergente visto da Niccolò Abbate
Kikmaster parla di Carlo Menzinger
Parole nel web commentato da Luisa Ferretti
Qui si danno i numeri
Segnalazioni di Kikmaster
Sergio Calamandrei
Simonetta Bumbi
Ucronie per il Terzo millennio su Carta e Calamaio
Ucronie per il Terzo millennio su La Macchina del Tempo
oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
aida
amici
anobii
ansia
ansia assassina
associazioni
avventura
bambini
banca
beneficenza
biografie
blog
cinema
citazioni
concorso
cosè
cristoforo colombo
cybernetic love
disegno
editoria
elenco
facebook
fantasy
favola
film
forum
fumetto
gallery novel
giallo
giovanna d arco
giovanna e langelo
grammatica
horror
il colombo divergente
il settimo plenilunio
illustrazione
incontri
interviste
italiano
leggere
lei si sveglierà
letteratura
libri
licantropi
metaromanzo
mostre
musica
parole nel web
poesia
politica
premi
premio
presentazioni
prestito libri
pseudobiblia
pubblicare
racconti
recensione
religione
ringraziamenti
romanzi
romanzi corali
salvaguardia della lingua
satira
sconti
scrittura collettiva
scrivere
scuola
splinder
storia
thriller
ucronia
ucronie per il terzo millennio
vampiri
vendita libri
viaggio intorno specchio
virtuale
vocabolario
web
visitato *loading* volte
Se c'è un romanzo verso il quale "Giovanna e l'angelo" (Carlo Menzinger - Edizioni Liberodiscrivere) è debitore, questo è "Orlando" di Virginia Woolf.
Forse lo è ancor più verso il film omonimo. C'è un'idea di fondo che è stata ripresa in "Giovanna" ed è quella del mutamento di sesso "naturale".
Quello che maggiormente colpisce in "Orlando" è, infatti, come il protagonista cambi sesso quasi come se cambiasse abito, senza neppure rendersene conto, senza meravigliarsene e senza che il mondo se ne stupisca.
Lo stesso avviene anche in "Giovanna e l'angelo", sebbene la tematica trattata in
quest'altro romanzo sia assai diversa, narrando della vita
ucronica ed onirica di Giovanna d'Arco, vista attraverso gli occhi attenti di un angelo ateo.
Peraltro, i due romanzi condividono anche il fatto di essere inseriti in un contesto storico preciso, sebbene diverso, di essere entrambi, pur nella loro anormalità, romanzi storici.

empio di ucronia che parte da un'ipotesi che ha un suo fondamento storico, la sopravvivenza di Giovanna D'Arco al rogo. L'angelo è la voce narrante che racconta le avventure di Giovanna dalla nascita alla morte, ma resta il dubbio: è stato tutto un sogno o Giovanna è davvero sopravvissuta?
CARLO MENZINGER. Di lui ho letto tutto il leggibile (cioè tutto ciò che era in catena) e sono stata conquistata dalla sua notevole fantasia nonché dallo stile che cambia a seconda del genere che tratta: più ricercato e "barocco" in Giovanna e l'angelo e Il Colombo divergente, sintetico e ritmato in Ansia assassina, poetico e originale in Parole nel web, divertito e "personale" in Ucronie del terzo millennio.
Noto con piacere che sono stati menzionati diversi romanzi da me scritti (Il Colombo divergente e Ansia Assassina 3 volte, Giovanna e l’angelo 2 volte e Ucronie per il Terzo Millennio e Parole nel Web 1 volta ciascuno), il che mi fa illudere di riuscire a trasmettere emozioni anche quando mi cimento con generi e storie diverse.
Mikhail Bulgakov con questo romanzo non raggiunge gli elevatissimi livelli di creatività del suo capolavoro "Il Maestro e Margherita" ma rimane comunque un testo interessante soprattutto per chi sia curioso di conoscere la storia dell'Ucraina (*) e di quel difficile periodo a cavallo tra il 1918 e il 1919 in cui questa passò dal regime zarista a quello bolscevico attraverso le esperienze di governo etmanico di Skoropadskji (Hetman è il termine con cui è chiamato il capo dei cosacchi ucraini) e la veloce ed effimera conquista di Petljura (nazionalista ucraino). Brevi settimane ma di intensa violenza e cariche di enormi cambiamenti per questo popolo.
Ho letto “La Steppa” di Anton P. Cechov, in un vecchio volume edito da Nuova Italia. Mi sono recentemente occupato di ucronia ed è, ora, tempo di occuparmi un po’ anche dell’Ucraina (che con l’ucronia ha in comune solo l’assonanza dei nomi, il che non è poco, dice qualcuno). Leggo su Wikipedia che nel 1887, Cechov, a causa dei suoi problemi di salute (primi sintomi della tubercolosi) fece un viaggio in Ucraina e al suo rientro iniziò a scrivere "La Steppa". Fu questo l'inizio della sua attività di scrittore a tempo pieno. Dunque, si tratta di un romanzo d’esordio per questo celeberrimo autore e questo mi rende particolarmente interessante la lettura, dato che recentemente ho letto molti romanzi di autori esordienti. Mi piace, dunque, ricercarvi i vezzi narrativi di chi scrive per la prima volta (o quasi). Devo dire, però, che di questi vezzi (auto-riferimento, mancanza d’ambientazione, astrattezza…) non ne ho colti molti. Vi è forse solo una certa esilità della trama ma è ampiamente compensata dalla ricchezza descrittiva dei personaggi e delle loro azioni.
riguarda, però, soprattutto il personaggio principale. Il titolo è “la steppa” ed è ambientato in Ucraina, dandoci un quadro affascinante di questo Paese che, proprio mentre leggevo, alcuni mesi fa, è stata oggetto di cronaca in merito all’eventualità di un suo ingresso nella Nato. Nonostante il titolo, però, l’autore sembra curarsi, piuttosto che del paesaggio, del giovane protagonista, Jegòruska, un bambino di nove anni che attraversa la steppa, prima con uno zio e poi con sconosciuti, per andare in una città in cui proseguire gli studi.
Prima di partire per la Russia (dove sono stato la scorsa estate), avevo rispolverato un po’ di classici di questa terra. Altri due artisti hanno aderito al progetto per la realizzazione della "gallery novel" IL SETTIMO PLENILUNIO.
Con loro il numero degli illustratori sale a 18, che con noi tre autori, porta il volume a riunire 21 persone in un progetto che vede, forse per la prima volta, un romanzo scritto a sei mani, venir illustrato e interpretato da così tanti disegnatori, pittori, illustratori e fotografi.
I due nuovi artisti sono Fabio Balboni e Daniela Divani, che hanno aderito subito con numerose immagini.
Ecco quindi il disegno realizzato da Fabio Balboni per questo capitolo 18.
Il capitolo 17 è stato l'ultimo che potrete leggere per intero on-line. Per gli altri vi dobbiamo chiedere di aspettare la pubblicazione del volume.
Vi lascio qui le righe del capitolo che hanno "ispirato" quest'immagine:


Tutti e due ci hanno mandato anche altre immagini, che potete trovare su PLENILUNIO7, ma vorrei farvi ora vedere due diverse interpretazioni di Esha vista da Fabio e Daniela.
La prima immagine è Esha vista da Fabio Balboni e la seconda è sempre la licantropa Esharhamat, ma vista da Daniela Divano:


Bravi, vero?
Per chi ancora non lo sapesse "Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.
Abbiamo pubblicato on-line su www.liberodiscrivere.it i primi diciasette capitoli del romanzo. Del diciottesimo, vi lasciamo solo le righe di sopra e l'incipit che potete leggere sotto. Per leggerlo tutto, dovrete aspettare la pubblicazione del volume.
Abbiamo ormai molto più di cento immagini, tutte bellissime e degne di essere pubblicate e che potete vedere dal link PLENILUNIO7. Per la versione cartacea alcune, però, le abbiamo scartate, a malincuore, e altre dovremo scartarle forse con ancora maggior dispiacere qunado arriveremo al momento della pubblicazione. Molto dipenderà dall'editore e da quante immagini ci consentirà di mantenere, ma certo questi diciotto artisti saranno tutti presenti e non è detto che non ci possa ancora essere posto per qualcun altro.
Se vi va di partecipare, aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia. Per la pubblicazione ancora ci vorrà un po' di tempo, ma affrettatevi, perché davvero c'è rimasto pochissimo posto.
Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it
Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua), infatti, l'idea è di raccogliere in un libro il romanzo e i disegni di tutti questi illustratori.
Per ora hanno aderito al progetto (in ordine di arrivo) Niccolò Pizzorno, Silvia Perosino, Massimo Berna, Angelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro Giovagnoli, Guido De Marchi, Alessandro Fantini, Giuseppe Iannolo, Elena Masia, Luca Oleastri, Fabio Balboni e Daniela Divano: diciotto illustratori!
Le immagini raccolte sono, come detto, già tante. Ora comincia la "caccia ad un editore" interessato a questo libro davvero speciale, che potrà essere anche il catalogo di una o più mostre da farsi con i bellissimi quadri, disegni e fotografie che ci avete inviato.
Questo è l'inizio del diciottesimo capitolo
IL CASTELLO
Una nebbiolina umida si levava dai campi. “Dobbiamo essere vicini a qualche fiume” pensò distrattamente Chew, mentre con la coda dell’occhio continuava ad ispezionare la sua collega.Quella donna l’inquietava. Si era da poco messo con una ragazza e non avrebbe voluto invischiarsi in altre storie, nonostante quello che avevano fatto poco prima. Non era affatto quella la sua intenzione, se avevano fatto del sesso era stato… un caso, non c’era vera volontà da parte sua, pensava, eppure… Eppure i suoi occhi correvano sempre furtivi verso di lei, verso le gambe sottili, verso quel sorriso enigmatico, verso quei capelli ardenti.
Leggi anche gli altri capitoli:
I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.
Vorrei però farvi ancora vedere un'ipotesi di copertina che ci ha mandato Angelo Condello (si vedono Esha e Sonia). Che ne dite?

Inutile dire che anche gli altri artisti continuano a mandarci immagini. Ecco, ad esempio, un nuovo contributo per il finale di Arturo Di Grazia:

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.
Grazie a Daniela per aver parlato di questo progetto qui.

Stile impeccabile, bel ritmo narrativo, personaggi con il giusto spessore che ci trascinano in una lettura che, per quanto lunga non concede pause al lettore, spingendolo ad andare avanti. Un’efficace e realistico affresco dell’epoca.
Un libro che reclama di essere letto sino in fondo. Una storia che ha il tocco ed il respiro dei grandi romanzi veristi italiani. La protagonista ha, nella seconda parte del libro, il vigore e la moralità della Lupa verghiana. Ricco di grandi emozioni, ci parla di “come eravamo”.
Romanzo intrigante, originale e fantasioso. Storia non priva di momenti di poesia. Un racconto strano, che si avventura nel paranormale, che si muta in investigazione, quasi fosse un giallo, che scava nel profondo della psiche dei personaggi. Innovativo senza inutili sperimentalismi.
Sceneggiatrice da vent’anni, per la prima volta passa alla narrativa e la sua esperienza si sente benissimo in questo romanzo, che ha il ritmo ed il respiro di un buon film. Un thriller con tutti i crismi. La storia, avvincente e ben scritta, ti “prende e…” trascina.
Con questo romanzo potrete scoprire in un colpo solo due poeti: la poetessa estemporanea Beatrice Bugelli di Pian degli Ontani e l’autore Paolo Ciampi, che di lei ci parla.L’autore, esprimendosi in una narrativa appassionata, ci restituisce la poesia schietta e sincera di questa poetessa di montagna.Un nuovo artista ha aderito al progetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Luca Oleastri che ha realizzato i disegni qui sotto.








Belli, vero?
Del resto Luca Oleastri è un vero professionista del disegno!
Anche gli altri illustratori però sono tutti molto bravi e Il Settimo Plenilunio sta proprio diventando un gran bel libro!
"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.
Siamo arrivati al diciasettesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.
Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l'idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.
Per ora hanno aderito al progetto (in ordine di arrivo) Niccolò Pizzorno, Silvia Perosino, Massimo Berna, Angelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro Giovagnoli, Guido De Marchi, Alessandro Fantini, Giuseppe Iannolo, Elena Masia e con Luca Oleastri siamo a sedici illustratori!
Aspettiamo ancora altri disegnatori ma presto chiuderemo le adesioni e i capitoli finali saranno illustrati solo da chi ha già aderito.
Le immagini raccolte sono, infatti, già tante. Ora comincia la "caccia ad un editore" interessato a questo libro davvero speciale che potrà essere anche il catalogo di una o più mostre da farsi con i bellissimi quadri, disegni e fotografie che ci avete inviato.
Forza! Affrettatevi a mandarci la vostra interpretazione, ormai il tempo stringe davvero. Non pensiamo di pubblicare on-line ancora molti altri capitoli.
Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it
Questo è l'inizio del diciassettesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.
L'ATTIMO
Era pomeriggio inoltrato, Chew ed Esharhamat si lasciavano guidare dall’idrobike, che li allontanava sempre di più dai centri abitati.
Si erano ricomposti e la giovane si stava riaggiustando il trucco. Lui la baciò sul collo, accarezzandole le cosce seriche.
– Non ne hai avuto abbastanza, eh? – gli sorrise Esha – piazzandogli maliziosa una mano in mezzo alle gambe.
La strada di campagna si inerpicava sinuosa sul fianco di una collina. Alla velocità cui la vettura schizzava in avanti, le curve li facevano sballottolare come sulle montagne russe. Esha ogni volta rideva e anche Chew si lasciò trascinare dalla sua allegria. Si sentiva un altro, adesso.
– Forse è il caso di rallentare un po’ – suggerì Chew.
Leggi anche gli altri capitoli:
I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7.
Non tutti, però, saranno pubblicati su carta, perché sarà necessario farne una selezione, certo non facile, vista la qualità di molte immagini!
Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.
ILLUSTRAZIONI
Di seguito potete trovare le immagini colegate a questo capitolo.
Quella che segue è stata realizzata da Guido De Marchi.



ssa descrivere i “se della Storia”. A quest’autore interessa di più mostrarci che due dei personaggi, Gorbachov ed Eltsin, che spesso in Occidente, sono visti come i salvatori della Russia, invece, hanno contribuito ad affossare quel Paese. Visione che forse non tutti potranno condividere, ma leggendo queste pagine, difficilmente si potrebbe non porsi il dubbio se quegli anni siano davvero stati un bene per la grande nazione euroasiatica o piuttosto solo un tentativo, non brillante, di reagire alla perdita della Guerra Fredda.
izio con successo. Questo suo desiderio lo porta persino a bruciare le proprie relazioni sentimentali, a lasciar andare in malora la propria carriera. Sarà soprattutto per questo desiderio che accetterà di uccidere Eltsin, pur essendo consapevole che un simile omicidio avrebbe cambiato ben poco e che altri simili a Eltisn ne avrebbero preso il posto. Pur vedendo la Storia come un processo immodificabile, sente il forte desiderio di prendervi parte.
Leggere “Beatrice” di Paolo Ciampi (Edizioni Polistampa) è scoprire in un colpo solo due poeti: la poetessa estemporanea Beatrice Bugelli di Pian degli Ontani e l’autore Paolo Ciampi, che di lei ci parla.
In questo libro Paolo Ciampi fa narrare alla stessa Beatrice la propria vita, ed è storia vera, non inventata, come reale fu Beatrice, questa poetessa analfabeta la cui vita ha attraversato tutto il XIX secolo e i cui versi, creati all’impronta, hanno raggiunto una fama che ha varcato i confini nazionali.
È grazie a poeti come lei che la Poesia è nata, nei tempi antichi, quando non era ancora materia da letterati ma semplice “canto”, quando la poesia serviva a liberare l’animo dai suoi pesi, a dare voce alla meraviglia per le bellezze del creato, a narrare gesta di Dei e eroi. La poesia di Beatrice è quella dei cantastorie che, sino ai tempi di Omero, erano i soli portatori di quest’arte, i cui versi ripetevano generazione dopo generazione, sempre mutandoli, ora di più, ora di meno.
Beatrice era una di quei poeti che mettevano nell’arte una maggior dose di sé che non altri, era una poetessa che metteva la vita e la gioia nei suoi canti.
Paolo è un poeta che, esprimendosi in una narrativa appassionata, ci restituisce quella poesia schietta e sincera, onesta e vera, come la bocca da cui sgorgava.
Quella che ci narra è una bella storia di vita di montagna, che si snoda su monti che anch’io ho imparato ad amare, il bell’appennino pistoiese, Pian di Novello, Pian degli Ontani, il Libro Aperto. Il Libro
Aperto (nome che in realtà pare essere una deformazione popolare di “Libero et Patri”, ovvero il Monte di Bacco e Giove) sulle cui pagine di pietra solamente sono scritte, con lettere d’aria, le poesie dei “poeti-pastori” dell’Appennino. Un Libro Aperto che tutti i versi accoglie e nessuno trattiene.
Ma Beatrice fu scoperta da alcuni studiosi di poesia popolare e alcuni dei suoi versi non si sono persi e sono giunti fino a noi, mentre lei stessa ha avuto l’onore di scendere in città e di rivolgere la parola persino al re. Ultimo in ordine di tempo, ma non certo in abilità e passione, a parlarci di lei è Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, che in questo libro, che non è una biografia ma un romanzo, meglio che con qualsiasi trattato, ha saputo renderci, io credo, lo spirito vivace di questa poetessa montana.
Un libro delicato e pieno, da leggere e conservare.
Un autore, anzi due, da scoprire.
*********
Confesso che i romanzi sentimentali, seppur d’ambientazione storica, non rientrano abitualmente tra le mie letture, per cui mi trovo un po’ in difficoltà nel valutare il bel romanzo di Barbara Risoli “Il veleno del cuore” (0111 Edizioni). Il volume è collocato in una collana che si chiama “Gli inediti – Sentimentale” e questo già lo identifica in qualche modo. Mi era già capitato di sentir parlare di romance e mi sono dunque, innanzitutto, chiesto se la definizione potesse corrispondere a questa storia. Leggo su Wikipedia che “se in italiano, il termine romanzo si riferisce a qualunque narrazione lunga in prosa, in inglese romance sta ad indicare le forme narrative di carattere eroico-mitiche tendenti all'allegoria e in cui si presentano elementi di fantastico, mentre le narrazioni in cui la rappresentazione della vita e la cornice sociale sono realistiche vengono indicate con il termine novel.” Dunque dovrei dire che questo libro è una “novel” e non un “romance”, almeno secondo il modo di definirlo inglese. In italiano però mi pare sia più comune dire che “il romance ha per definizione una storia d’amore in primo piano”, che “si sviluppa in un contesto storico, un'ambientazione precisa, ricchissima di particolari sulla vita nei secoli che ci hanno preceduti”.
Accanto a loro si muovono soprattutto altri due personaggi, che ne fanno da contraltare: una serva e il padre di lei, che della serva si innamorerà.
furfantesco Venanzio, i loro trucchi, le loro trasformazioni e camuffamenti, il loro diventare e fingersi rispettivamente La Vedova Zoraide e il Duca Rues, le loro emozioni e tentennamenti, il loro difficile cammino verso l’amore e, infine, verso un impossibile matrimonio.
Di aNobii, il grande sito che riunisce, ad oggi, 10.705.493 libri e un grandissimo numero di lettori, ho già parlato qui e qui.
Su aNobii ho una Libreria che trovate qui. All'interno del sito c'è la possibilità di aprire dei Gruppi di interesse, sempre, ovviamente, su argomenti che riguardino i libri.
Trai vari Gruppi, quello a cui sto partecipando maggiormente si chiama Due chiacchiere con gli autori.
L'iniziativa più interessante di questo Gruppo sono le Catene di lettura, ovvero chi vuole offre un libro in prestito (normalmente scritto da lui stesso) e i lettori si mettono in coda e lo leggono gratuitamente, lasciando in cambio, dopo la lettura un commento. Dopo aver finito la lettura, si passa il volume a chi è in coda dopo.
Io ho inserito in catena i miei libri Il Colombo divergente, Giovanna e l’angelo, Ansia assassina, Parole nel web e Ucronie per il terzo millennio, che sono stati tutti già letti e comentati varie volte.
Ogni lettore lascia dei commenti articolati, per semplificare però ho voluto fare di seguito una sintesi dei commenti lasciati finora dai lettori di GIOVANNA E L'ANGELO.
Se volete leggerli per esteso andate nel Gruppo qui o sulla Scheda del libro, qui.
LISTA:
Mirella (ha detto: "bellissimo!")
Monica Caira (l'ha comprato e ha detto: "sorprendente!")
Perflinka ("Poiché mi sta piacendo un sacco, l'ho ordinato su Ibs")
Boskoop Carla Casazza (ha detto "molto bello")
Lauretta ("fantastico libro")
1949Paperina (dopo aver letto Il Colombo divergente e Ansia assassina, si è tolta dalla lista e l'ha comprato)
Mirtilli75 ("Bravo Carlo")
Alice ("Bello, davvero!")
Valila ("nulla da invidiare ad autori di spicco")
Flaviocrem ("Leggetelo perchè merita")
Cristiana ("grande fantasia dell'autore, la sua capacità e bravura stilistica e la bellissima ricerca letteraria effettuata")
Ma di cosa parla questo libro?
“Giovanna e l’angelo” è, come il “Colombo divergente” (altro romanzo scritto da me), un’ucronia o allostoria.
È la storia di Giovanna d’Arco vista attraverso gli occhi di un insolito angelo che non ha contatti né con Dio né con altri. Un angelo che stenta a capire la propria reale natura ed il proprio ruolo, ma che nonostante ciò guida la Pulzella d’Orléans. Questa, con continua meraviglia dell’angelo, ne percepisce la voce come la Voce dell’Arcangelo Michele, prima, e delle due sante Margherita e Caterina, poi. In “Giovanna e l’angelo” si narra tutta la vita dell’eroina francese dalla nascita al rogo e poi (parte ucronica) si narra della sua vita (sognata) futura. Tutto pare solo un sogno fatto tra le fiamme del rogo, al punto che l’angelo e la santa stentano a comprendere il confine tra verità e sogno, umano e divino, bene e male.
In questo sogno sono entrambi eternamente imprigionati in una ciclicità che, pian piano, l’angelo
comincia a sospettare e che troverà la sua piena evidenza nel finale. La forza del sogno (o del desiderio) è tale da mutare la natura dei personaggi, il loro stesso destino e persino la loro sessualità. Ed ecco che la mascolinità dell’eroina si muta in piena transessualità, che capovolge i rapporti tra i sessi di coloro che le sono più vicini, dell’angelo in primis, in uno stravolgimento totale e soprannaturale non solo della storia ma anche delle forze della natura, andando ben oltre i canoni dell’ucronia.
E allora? Se non vi va di comprarlo qui, almeno prendetelo in prestito qui!
Per leggere l'inizio provate qui.
Di Annalisa Fracasso (conosciuta su Splinder, dove gestisce il blog Tutti i Colori dell'Anima, come Annalisaeffe) avevo già letto il romanzo “Bucce d’acino” edito da Cinquemarzo. Una storia d’altri tempi, intensa e commovente che narra le vicende e le disgrazie di una donna, Nina, e della sua famiglia.
Tra gli autori segnalati in rete, su aNobii ho trovato Marco Valenti.
Tra gli autori più segnalati in rete, su aNobii, ho trovato anche Elisabetta Modena. Incuriosito da tanto apprezzamento, ho voluto conoscerla, leggendo qualcosa di suo e ho così potuto fare una nuova piacevole scoperta.
In un certo senso, come autore mi sono un po’ specializzato nel XV secolo, avendo scritto due romanzi ucronici ambientati in questo periodo, uno su Cristoforo Colombo e uno su Giovanna D’Arco. Mi ha dunque fatto particolarmente piacere scoprire le avventure dell’arguto fabbro Berto dei Bardi, detto Bertuccio, inventate da Oscar Montani, pseudonimo di Marco Santoni (non rivelo nulla dato che questo è scritto in quarta di copertina) nonché padre di Vanni Santoni, altro autore di cui ho già avuto modo di parlare qui, qui e qui. Oscar Montani lo potete trovare su aNobii, su Splinder e su Facebook.Come al solito leggo più velocemente di quanto non riesca ad aggiornare il blog e mi ritrovo con una pila crescente di libri che ho letto e di cui vorrei parlarvi. Lascio ancora un po' da parte i titoli più famosi, di cui potete leggere facilmente anche altrove, per parlarvi di alcuni autori ancora poco noti ma che stanno scrivendo delle cose interessanti.
Oggi, dunque, vi dirò dei libri di Laura Costantini e Loredana Falcone (scrivono in coppia), Marco Mazzanti e Andrea Bonvicini.
“L’uomo che dipingeva con i coltelli” di Marco Mazzanti (Deinotera Editrice – Ottobre 2008) lo definirei un romanzo cromaticamente tagliente. Che Mazzanti oltre a scrivere, dipinga è evidente dal suo sguardo attento alle immagini e alle cromie.
particolare sensualità traviata.
apre il suo cuore e racconta ad uno sconosciuto i segreti della propria vita e il suo strano dubbio.