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Eccomi

Utente: Menzinger
Nome: Carlo Menzinger di Preussenthal
Da sempre la mia passione è per i libri che amo sia leggere, sia scrivere, e ne ho pubblicati ormai un discreto numero: la raccolta di poesie “Viaggio intorno allo specchio”, i romanzi “Il Colombo Divergente” (un'ucronia su Cristoforo Colombo), “Giovanna e l’angelo” (un'ucronia su Giovanna d’Arco), “Ansia Assassina” (un thriller surreale), il romanzo breve “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, scritto assieme ad Andrea Didato e la storia in versi “Cybernetic Love”, scritta con Simonetta Bumbi, pubblicati entrambi nel volume "Parole nel web", che comprende anche un racconto che ho scritto con Sergio Calamandrei "Lei si sveglierà". I miei lavori più importanti sono tutti editi da Liberodiscrivere Edizioni di Genova (www.liberodiscrivere.it). Ho anche partecipato a numerose antologie di racconti e poesie e pubblicato su riviste e siti internet. E oltre a scrivere? Sono nato a Roma il 3 gennaio 1964 e lì mi sono laureato in Economia e Commercio. Vivo a Firenze, dove lavoro in banca. Attualmente mi occupo di finanza strutturata. In passato ho fatto un mucchio d'altre cose: marketing, sviluppo commerciale, accordi internazionali, decentramento amministrativo, analisi di mercato e private equity. Sono sposato ed ho una figlia. Il mio sito internet è www.scrivo.too.it

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PUBBLICAZIONI DI CARLO MENZINGER


IL COLOMBO DIVERGENTE
Cristoforo Colombo prigioniero degli Aztechi



GIOVANNA E L’ANGELO
La vita oltre il rogo di Giovanna D’Arco sognata da un angelo ateo



ANSIA ASSASSINA
Un thriller con così tanti morti da essere quasi un pulp




UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO
La storia sognata:
Quarantasei allostorie di diciotto autori -
Un’antologia di fantastoria curata da Carlo Menzinger



PAROLE NEL WEB
Tre racconti scritti a otto mani via mail




Premio assegnato da Giuliana Argenio
per talento letterario



Premio assegnato da Miele2

e da Giuliana Argenio



Premio assegnato da Giuliana Argenio
Il premio Punto d'Arte della Vita è stato creato per onorare e riconoscere bloggers che nei loro blog rappresentano la "Terapia dell'arte".

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domenica, 20 settembre 2009
LE CRONACHE DI NARNIA

Le cronache di Narnia - il filmNon sono certo un lettore appassionato di Fantasy, ma qualcosa del genere l’ho letto e se mi si chiedesse quali siano i principali autori fantasy, credo che risponderei: Rowlings, Tolkien e Lewis. Conosco tropo poco Brooks per valutarlo. Non amo mai fare classifiche, ma fra questi tre grandi, credo che i primi due abbiano un discreto vantaggio sul terzo.
C.S. Lewis è l’autore dei sette romanzi che formano la saga “Le Cronache di Narnia” (che ho recentemente finito di leggere nell’edizione Mondadori che tutti li riunisce).
I romanzi si chiamano:
  1. Il nipote del mago
  2. Il leone, la strega e l’armadio
  3. Il cavallo e il ragazzo
  4. Il principe Caspian
  5. Il viaggio del veliero
  6. La sedia d’argento
  7. L’ultima battaglia.
Il motivo principale percui considero questa saga inferiore a quella del Signore degli Anelli di Tolkien o di Harry Potter della Rowlings è, soprattutto, la mancanza di unità spazio-temporale e la discontinuità nella presenza dei personaggi.
Lewis, come Tolkien, attinge ad ampie mani nella mitologia nordica, popolando i Le cronache di Narniasuoi libri di nani, centauri, driadi, satiri e altre creature mitiche tipiche del fantasy, a queste affianca numerosi animali parlanti.
La caratteristica di questo ciclo è quella di voler descrivere, per il tramite del fantasy, una sorta di metafora del cristianesimo, dove il Leone Aslan è Dio e la sua personificazione terrena, Cristo.
La mancanza di unitarietà della saga non è dunque nell’intento descrittivo, né nella morale o nel messaggio generale ma nella presunzione di voler descrivere una sorta di storia dell’Universo (seppure quello del mondo immaginario di Narnia), abbracciando secoli e millenni con “solo” sette romanzi e 1153 pagine (nell’edizione che ho letto).
Non che la cosa sarebbe impossibile, ma il risultato è che, sebbene i ragazzini protagonisti delle storie abbiano il dono di muoversi in un tempo (il nostro) che scorre assai diversamente da quello di Narnia, quando arrivano in questa terra Le cronache di Narniamagica la trovano ogni volta profondamente mutata, essendo ogni volta passati secoli o ere. Non solo: il grande Aslan non consente loro di tornare dopo che hanno compiuto una certa età, per cui troviamo i quattro fratelli Pevensie assieme solo ne “Il leone, la strega e l’armadio”. Saranno solo in due ne “Il principe Caspian” e non ci saranno negli altri romanzi.
Allo stesso modo troviamo il citato Caspian nel libro omonimo ancora ragazzino, ragazzo nel viaggio del veliero e ormai vecchio, e con ruolo secondario, ne “la sedia d’argento”.
Capirete quindi come il lettore, trovandosi ogni volta in epoche diverse, in un mondo ormai mutato e accompagnato sempre da diversi protagonisti, assai più difficilmente che in altre saghe riesca ad appassionarsi alle vicende e a sentirsi spinto a proseguire nella lettura da un romanzo all’altro.
 
Nell’esaminare la saga di Harry Potter, avevo individuato le seguenti caratteristiche, che rendevano, secondo il mio modesto e opinabile parere, quel ciclo piacevole alla lettura e degno di successo:
·         trama e strutturazione;
·         ambientazione costante;
·         ripetitività e ritualità;
·         magia come estraneamento dalla realtà;
·         mondo magico come mondo parallelo, specchio della nostra schizofrenia;
·         amicizia;
·         lotta tra Bene e Male;
·         tanti nemici, grandi e piccoli;
·         competizione;
·         un personaggio che si sente debole ma che scopre di essere forte e speciale;
·         spettacolarità;
·         mistero e suspance;
·         paura;
·         avventura;
·         iniziazione e crescita verso l’età adulta.
·         morte.
 
Questi stessi punti li ho anche ripercorsi per valutare uno dei romanzi fantasy di Licia Troisi e, addirittura, un lavoro del tutto diverso quale “Il Cacciatore d’aquiloni”.
Più propriamente li vorrei ora riesaminare per questa saga, che se non altro ha in comune con quella della Rowlings di essere composta da uno stesso numero di volumi, di vedere dei ragazzi come protagonisti e il fatto che questi si spostino da un mondo “reale” a uno di fantasia.
 
Trama e strutturazione: Harry Potter (d’ora in poi HP) presenta una trama unitaria, in cui ogni romanzo è un episodio con una propria vicenda ma che si inserisce nella trama generale. Lo stesso vale per il Signore degli Anelli (di seguito SdA). Le Cronache di Narnia (di seguito CdN) invece, pur descrivendo la Storia di Narnia, sono, appunto, solo “cronache”, descrizioni di singoli episodi, tra loro piuttosto indipendenti. Alcuni romanzi, si pensi ad esempio al “viaggio del veliero” contengono al loro interno singole avventure, alquanto autonome tra loro. La struttura delle CdN appare dunque assai più irregolare.
 
Ambientazione: in HP l’ambiente è quasi sempre lo stesso, la scuola di Hogwart (un Le cronache di Narnia - C.S. Lewis - Romanzomondo dunque molto ristretto) e nel SdA la Terra di Mezzo fa da sfondo alle vicende e non muta sostanzialmente d’aspetto. Nelle CdN vediamo (“Il nipote del mago”) una Narnia primigenia, simile ad un Universo vuoto, poi una Narnia polare dominata dalla Strega Bianca (“Il leone, la strega e l’armadio”), una Narnia medievale (“Il ragazzo e il cavallo”), una Narnia di mare (“Il viaggio del veliero”). I cambiamenti si seguono bene perché hanno una loro logica, ma sono comunque disorientanti in quanto tali.
 
Ripetitività e ritualità: in HP ogni romanzo segue sempre lo stesso ordine degli eventi, quelli di un anno scolastico. Nelle CdN, il fatto che il Tempo sia un concetto “vago e mutevole” priva la storia di un qualsiasi ritmo narrativo, scandito dal ricorrere degli eventi.
 
Magia come estraneamento dalla realtà: i protagonisti delle CdN si trovano a Narnia per i motivi più vari, spesso per caso. In loro non c’è il desiderio di fuggire da un mondo reale insoddisfacente o spiacevole. Spesso vanno lì perché chiamati, per realizzare una missione.
 
Mondo magico come mondo parallelo, specchio della nostra schizofrenia: se questo potrebbe essere vero per HP, le CdN, scritte oltre un secolo prima, esprimono una diversa concezione della realtà e, soprattutto, vogliono rappresentare la Magia come manifestazione del divino e non come rappresentazione atea del meraviglioso. Una certa schizofrenia c’è comunque anche nei personaggi delle CdN, dato che anch’essi mutano totalmente vita (e persino capacità) arrivando a Narnia.
 
Amicizia: non manca nelle CdN la descrizione dell’amicizia, ma somiglia troppo al cameratismo, alla fedeltà verso il prossimo, per far sì che il lettore moderno ci si ritrovi, come può invece fare un ragazzo di quest’inizio di terzo millennio in un romanzo di HP. Spesso poi i protagonisti sono tra loro legati più da parentele che da amicizia.
 
C.S. LewisLotta tra Bene e Male: se questo conflitto è pressoché immancabile nel fantasy, la mancanza di manicheismo assoluto in HP lo rende più moderno e leggibile (ad es. Piton è veramente malvagio?). Nelle CdN si ammette che anche il Diavolo (le Streghe e gli altri malvagi) è manifestazione del divino (ovvero di Aslan), ma sempre vince il Bene, per il quale l’autore esplicitamente parteggia.
 
Tanti nemici, grandi e piccoli: qui i nemici solo a volte (vedi la Strega Bianca) sembrano giganteggiare, ma quasi sempre appaiono troppo piccoli e deboli, di fronte all’onnipotenza di Aslan, senza il cui volere nulla si compie. Questo rende le vicende più scontate e prevedibili e allenta la tensione narrativa. Una vera lotta vuole il confronto tra pari o casomai un cattivo (tipo Voldermont) apparentemente più forte dell'eroe.
 
Competizione: qui c’è guerra, gelosia, ma poca competizione diretta tra pari.
 
Un personaggio che si sente debole ma che scopre di essere forte e speciale: HP è un personaggio che si sente decisamente maltrattato e debole nel mondo reale e che si scopre sempre più forte nel mondo fantastico. I protagonisti delle CdN sono spesso dei ragazzini normali ma che nel mondo immaginario si comportano come adulti (o quasi) e che, anzi, hanno doti eroiche e persino qualche potere magico. Il contrasto, però è meno marcato che in HP.
 
Spettacolarità: HP è stato certo pensato da chi ben conosceva le potenzialità del cinema e degli effetti speciali dell’elettronica del XXI secolo. Anche nelle CdN ci sono battaglie spettacolari e grandi paesaggi “multicolor” ma il desiderio di “spettacolarità” negli anni ’50 del secolo scorso doveva essere certo inferiore al nostro.
Ho visto i due film recentemente realizzati sui romanzi “Il leone, la strega, l’armadio” e “il Principe Caspian” e sono indubbiamente spettacolari. Non altrettanto si può dire dei telefilm realizzati negli anni ’80 dalla BBC con attori mascherati da peluche parlanti!
 
 
Mistero e suspance: non ci sono grandi misteri da scoprire, anche se, certo, siamo curiosi di sapere dove arriverà il Veliero guidato da Caspian o che fine faranno, ad esempio, Shasta e il suo cavallo parlante o se Aslan interverrà nella prossima battaglia, ma questo poco ha a che fare con il senso di mistero del giallo o del “mistery”.
 
Paura: difficile spaventarsi davanti alla Strega Bianca o al malvagio zio di Caspian.
 
Avventura: la sostanza di questi libri è proprio l’avventura, per terra, per mare e talora per cielo.
 
Iniziazione e crescita verso l’età adulta: sono libri che vogliono essere, credo, di iniziazione, anche verso i lettori, ad una Fede vera e forte. Sono comunque storie in cui i protagonisti imparano spesso a diventare grandi e migliori. Si pensi a Edmund che tradisce i propri fratelli ma poi si pente e comprende il proprio errore, a suo cugino Eustachio, che cessa di essere antipatico solo dopo essersi mutato in drago.
 
Morte: i morti non mancano. Persino Aslan muore ma poi risorge. La Strega Bianca pare morta ma, anch’essa, rischia di risorgere. La morte appare sui campi di battaglia ma è sempre lieve e talora non definitiva. Non si vede la vera Morte, quella con la M maiuscola, quella con cui si deve convivere e con cui ci si confronta giorno per giorno.
 
Spero, dunque, di aver chiarito perché considero questo ciclo uno dei più importanti del fantasy ma non il migliore.
 
 
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Postato da: Menzinger a 21:33 | link | commenti (7)
libri, letteratura, recensione, fantasy, romanzi, avventura

lunedì, 30 marzo 2009
Leggere gratis GIOVANNA E L'ANGELO

Di aNobii, il grande sito che riunisce, ad oggi, 10.705.493 libri e un grandissimo numero di lettori, ho già parlato qui e qui.

Su aNobii ho una Libreria che trovate qui. All'interno del sito c'è la possibilità di aprire dei Gruppi di interesse, sempre, ovviamente, su argomenti che riguardino i libri.

Trai vari Gruppi, quello a cui sto partecipando maggiormente si chiama Due chiacchiere con gli autori.

Giovanna D'ArcoL'iniziativa più interessante di questo Gruppo sono le Catene di lettura, ovvero chi vuole offre un libro in prestito (normalmente scritto da lui stesso) e i lettori si mettono in coda e lo leggono gratuitamente, lasciando in cambio, dopo la lettura un commento. Dopo aver finito la lettura, si passa il volume a chi è in coda dopo.

Io ho inserito in catena i miei libri Il Colombo divergente, Giovanna e l’angelo, Ansia assassina, Parole nel web e Ucronie per il terzo millennio, che sono stati tutti già letti e comentati varie volte.

Ogni lettore lascia dei commenti articolati, per semplificare però ho voluto fare di seguito una sintesi dei commenti lasciati finora dai lettori di GIOVANNA E L'ANGELO.

 

Se volete leggerli per esteso andate nel Gruppo qui o sulla Scheda del libro, qui

LISTA:

Mirella (ha detto: "bellissimo!")

Monica Caira (l'ha comprato e ha detto: "sorprendente!")

Perflinka ("Poiché mi sta piacendo un sacco, l'ho ordinato su Ibs")

Boskoop Carla Casazza (ha detto "molto bello")

Lauretta ("fantastico libro")

1949Paperina (dopo aver letto Il Colombo divergente e Ansia assassina, si è tolta dalla lista e l'ha comprato)

Mirtilli75 ("Bravo Carlo")Giovanna D'Arco

Alice ("Bello, davvero!")

Valila ("nulla da invidiare ad autori di spicco")

Flaviocrem ("Leggetelo perchè merita")

Cristiana ("grande fantasia dell'autore, la sua capacità e bravura stilistica e la bellissima ricerca letteraria effettuata")

Ma di cosa parla questo libro?

Giovanna e l'angelo - Carlo Menzinger - Liberodiscrivere Editore“Giovanna e l’angelo” è, come il “Colombo divergente” (altro romanzo scritto da me), un’ucronia o allostoria.
È la storia di Giovanna d’Arco vista attraverso gli occhi di un insolito angelo che non ha contatti né con Dio né con altri. Un angelo che stenta a capire la propria reale natura ed il proprio ruolo, ma che nonostante ciò guida la Pulzella d’Orléans. Questa, con continua meraviglia dell’angelo, ne percepisce la voce come la Voce dell’Arcangelo Michele, prima, e delle due sante Margherita e Caterina, poi. In “Giovanna e l’angelo” si narra tutta la vita dell’eroina francese dalla nascita al rogo e poi (parte ucronica) si narra della sua vita (sognata) futura. Tutto pare solo un sogno fatto tra le fiamme del rogo, al punto che l’angelo e la santa stentano a comprendere il confine tra verità e sogno, umano e divino, bene e male.

In questo sogno sono entrambi eternamente imprigionati in una ciclicità che, pian piano, l’angelo Giovanna D'Arcocomincia a sospettare e che troverà la sua piena evidenza nel finale. La forza del sogno (o del desiderio) è tale da mutare la natura dei personaggi, il loro stesso destino e persino la loro sessualità. Ed ecco che la mascolinità dell’eroina si muta in piena transessualità, che capovolge i rapporti tra i sessi di coloro che le sono più vicini, dell’angelo in primis, in uno stravolgimento totale e soprannaturale non solo della storia ma anche delle forze della natura, andando ben oltre i canoni dell’ucronia.

E allora? Se non vi va di comprarlo qui, almeno prendetelo in prestito qui!

Per leggere l'inizio provate qui.

Postato da: Menzinger a 21:25 | link | commenti (16)
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venerdì, 13 febbraio 2009
IL SETTIMO PLENILUNIO - Capitolo 16

Una nuova artista ha aderito al progetto "Il Settimo Plenilunio". Si tratta di Elena Masia che ha realizzato i disegni qui sotto.

Walter Lievi al bar. Illustrazione di Elena Masia.

Questo qua sopra è il mercenario di cui si parla in questo capitolo ma descritto in una scena che incontreremo più avanti. Il prossimo disegno è sempre di Elena Masia e rappresenta Esharhamat con un lupo.

Esharhamat e licantropo. Illustrazione di Elena Masia.

Elena Masia ci ha già mandato numerose immagini. Ne riporto ancora una, che rappresenta sempre Esharhamat.

Esharhamat. Illustrazione di Elena Masia

"Il Settimo Plenilunio" è il titolo della "gallery novel" che ho scritto assieme a Simonetta Bumbi, con la collaborazione di Sergio Calamandrei.

Siamo arrivati al sedicesimo capitolo del romanzo. Aspettiamo la vostra interpretazione GRAFICA della storia.

Come forse già sapete (se ci avete seguito sin qua) l'idea è di raccogliere in un libro i disegni di diversi illustratori.

Per ora hanno aderito al progetto Niccolò PizzornoSilvia Perosino, Massimo BernaAngelo Condello, Laura Fazio, Fraitz, Arturo di Grazia, Marco Ferrara, Lexi, Pino Santoro, Alessandro GiovagnoliGuido De Marchi, Alessandro Fantini Giuseppe Iannolo e con Elena Masia siamo a quindici illustratori!

Aspettiamo ancora altri disegnatori ma presto chiuderemo le adesioni e i capitoli finali saranno illustrati solo da chi ha già aderito.

Forza! Affrettatevi a mandarci la vostra interpretazione.

Mandateci i vostri disegni scrivendo a menzin@virgilio.it

Questo è l'inizio del sedicesimo capitolo (il seguito lo potete trovare su www.liberodiscrivere.it.

IL MERCENARIO

Walter, sprofondato in poltrona, sorseggiava con la cannuccia del vino cinese sintetico in lattina. Davanti a lui volteggiavano le immagini tridimensionali di un virtual-reality. Una ragazza semi-trasparente si stava facendo tastare le tette da un ragazzotto nerboruto in canottiera.
Walter finì il vino, facendo gorgogliare la lattina con la cannuccia. Spense il proiettore e si alzò. Era ora. Doveva rimettersi al lavoro. Era ben pagato. Ottimamente pagato, per uno come lui, che non aveva mai studiato e che non aveva mai imparato nessun mestiere. Però era un lavoro sporco. Un lavoro di cui non era prudente parlare liberamente. Tanto non aveva nessuno con cui parlarne. Certo aveva amici, ma erano tutti virtuali.

(CONTINUA QUI)

Leggi anche gli altri capitoli:

I disegni ricevuti sinora sono tutti su PLENILUNIO7. Non tutti, però, saranno pubblicati su carta

Cliccando qui potete vedere tutti i post sul Settimo Plenilunio.

ILLUSTRAZIONI

Di seguito potete trovare due illustrazioni di questo capitolo realizzate da Niccolò Pizzorno che rappresentano Walter Lievi, con Bertini e da solo.

Walter Liev e i lSigno Bertinii. Illustrazione di Niccolò Pizzorno.

Walter Lievi. Illustrazione di Niccolò Pizzonro

Infine mi fa piacere riportare, anche se non si riferisce a questo capitolo, una nuova immagine pervenutaci da Guido De Marchi, raffigurante un licantropo.

Licantropo. Illustrazione di Guido De Marchi

Postato da: Menzinger a 22:29 | link | commenti (6)
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martedì, 07 ottobre 2008
DUE LETTURE RECENTI

VENDETTA DI PIERLUIGI CURCIO

Vendetta di Pierluigi CurcioVendetta” è un romanzo di Pierluigi Curcio (autore crotonese nato nel 1972), edito da Il Filo.

La storia è ambientata in Britannia, qualche anno prima delle gesta arturiane e nei primi anni successivi al ritiro delle legioni romane. Sebbene non manchi qualche riferimento storico e si parli di antichi Romani, Britanni e Sarmati, si tratta soprattutto di un lungo racconto d’avventura, con personaggi la cui caratterizzazione a volte fa pensare al fantasy. Il tema della narrazione è, come dice il titolo, la vendetta, perseguita ed inseguita dai protagonisti del libro. Il loro desiderio di vendetta potrebbe ammantarsi di nobili ideali o di desideri di indipendenza o di patriottismo, ma non è questa la volontà di Curcio, cui interessa maggiormente concentrarsi sulle vicende avventurose e sui diversi punti di vista dei protagonisti.

La caratteristica principale di questo romanzo è, infatti, proprio il punto di vista. La cosa mi ha interessato particolarmente, dato che io stesso, come autore, ho utilizzato punti di vista anomali nei miei romanzi (“Il Colombo divergente” è scritto in seconda persona e “Giovanna e l’angelo”, avendo un doppio protagonista, in una seconda persona che spesso diviene prima persona).

guerriero britannicoLa scelta di Pierluigi Curcio è, invece, quella di scrivere sempre in prima persona ma di Pierluigi Curcioalternare la voce narrante. Il risultato viene raggiunto facendo di ogni capitolo la parte di un diario di ciascuno dei numerosi personaggi: Danil, Fearghal, Fiamma, Parry, Furio Sabino Marcio, Taranis, Eirwheen, Pellegrino e vari altri.

I personaggi, infatti, sono molto numerosi e sono, in un certo senso, un po’ tutti protagonisti, anche se alcuni hanno un ruolo più centrale. Questo può creare qualche confusione nel lettore, ma la presenza di un chiaro titolo per ogni capitolo tipo “Dai diari di Danil” e di un disegno con l’immagine del personaggio narrante aiutano ad eliminare tale confusione.

Il romanzo, pur ricco delle riflessioni personali dei vari personaggi (che ci vengono offerte più spontaneamente proprio grazie all’alternarsi dei punti di vista) si presenta soprattutto come racconto di guerra, avventure, scontri, piccoli intrighi. La narrazione segue un costante succedersi di eventi, che conducono verso il finale atteso, con la piccola sorpresa della scoperta dell’identità del più misterioso ed enigmatico dei personaggi.

Pierluigi Curcio ha un blog su splinder intitolato IL CERCHIO DI PIETRE. Gestisce anche una libreria su aNobii, dove l'ho conosciuto.

Guerrieri brittanici

PRINCIPESSA ORCIDEA CEGLIESE DI FRANCA BASSI

"Principessa Orchidea Cegliese” è una piccola favola scritta da Franca Bassi per raccontare con toni da fiaba, appunto, la storia di un viaggio dal borgo di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, al borgo di Civita di Bagnoreggio, in provincia di Viterbo.

Franca Bassi e il nipote Buzzichino recitano per Principessa Orchidea Cegliese

Non conosco personalmente l’autrice e di lei so soltanto che è nata a Roma il 17 dicembre 1938, come dice la scarna nota biografica in fondo al libro.
Se non avessi letto che è nata a Roma avrei potuto pensare che questa favola fosse una metafora di un viaggio d’emigrazione da Ceglie a Civita. Da un piccolo borgo ad una altro piccolo borgo. Così forse non è ma che questa storia abbia qualcosa di autobiografico mi sembra probabile, almeno nella descrizione dei luoghi e nella descrizione dei sentimenti. La storia potrebbe essere, forse contemporaneamente, anche metafora della morte. La partenza di Principessa somiglia, infatti, sia ad una partenza per un luogo lontano “senza una data per un ritorno” sia all’estrema dipartita da questo mondo, con lo sconcerto ed il dolore di chi rimane, soprattutto delle anime più semplici e pure. Quasi un saluto prematuro di chi sia consapevole dell’ineluttabilità dell’estremo passo.
Franca Bassi ha scelto la forma della favola, popolando il racconto di fate, folletti e fiori per descrivere  tutta una vita di emozioni, per parlarci di terre che certo deve aver amato, della natura e della vita in genere. Il risultato è questa piccola favola arricchita dalle illustrazioni di Alessandro Bassi e dai costumi dei personaggi realizzati dalla stessa autrice. Un libro che ha il sapore di un dono lasciato da Franca a chi ama, come ricordo di sé.

Postato da: Menzinger a 22:05 | link | commenti (5)
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