Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa “I Magnifici Sette” di cui ho parlato già qui, segnalando sette libri di autori poco noti che ritengono degni di essere letti. In particolare, vorrei ringraziare, chi, trai suoi “preferiti” ha inserito (qui) anche uno dei miei libri, citando le loro annotazioni di seguito.
CRISTINA CONTILLI
Carlo Menzinger, "Giovanna e l'angelo": un interessante es
empio di ucronia che parte da un'ipotesi che ha un suo fondamento storico, la sopravvivenza di Giovanna D'Arco al rogo. L'angelo è la voce narrante che racconta le avventure di Giovanna dalla nascita alla morte, ma resta il dubbio: è stato tutto un sogno o Giovanna è davvero sopravvissuta?
PERFLI
NKA
insolito giallo che ti tiene col fiato sospeso
MONICA CAIRA
"Il Colombo divergente" di Carlo Menzinger. È un'ucronia. Narra le vicende di un Colombo insolito perché dopo aver scoperto l'America torna sui suoi passi dirigendosi verso l'Africa, portando suo malgrado gli indigeni con sé. Sono - in realtà - dei pericolosissimi conquistatori affamati di tutto. Stile fluido, voli fantastici molto affascinanti. Ci si scopre intenti ad inseguire l'Autore... "e se, invece..."
1949PAPERINA
IL COLOMBO DIVERGENTE di Carlo Menzinger
Perché ucronia è bello! Perché storia reale e storia ucronica viaggiano insieme in una narrazione ed uso della lingua magistrali. Inserti in corsivo di una bellezza coinvolgente legano capitoli e brani, la voce narrante un mistero che si svelerà soltanto alla fine.
BOSKOOP (CARLA CASAZZA)
CRISTIANA
Molto affascinante la trama, la velocità con cui gli avvenimenti trascorrono e, soprattutto, corrono e concorrono a sballottare il lettore da una storia all'altra.
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Grazie a tutti i lettori e soprattutto a quanti, come loro, mi hanno dato la soddisfazione di inserirmi trai loro autori preferiti.
Ora vorrei ringraziare chi ha letto ultimamente
Chi volesse acquistarlo può invece ordinarlo qui.
L'inizio si può leggere qui.
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Ringrazio allora Luisa Ferretti che ne ha parlato qui dicendo, tra l'altro:
"Lei si sveglierà", "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" e "Cybernetic Love" sono i tre racconti che fanno parte di un libro intitolato
"Parole nel web" edito da Libero di scrivere. Questo libro è nato grazie ad
riuscitissima collaborazione fra quattro scrittori; su tutti il bravo
Carlo Menzinger, che è stato così gentile da leggere e
recensire il mio ultimo romanzo.
Sì, le parole corrono sul web, in questa nostra epoca dominata dall'avvento di Internet, e talvolta, come in questo caso, danno vita ad un nuovo modo di fare letteratura. Alla base di questo esperimento c'è
il talento, la passione, e la forte intesa letteraria che si è instaurata fra i quattro narratori, tutti con una solida esperienza narrativa alle spalle. Una narrazione che diviene monologo interiore nel primo racconto
"Lei si sveglierà" scritto da Menzinger e Calamandrei, in cui un uomo si ritroverà con la donna che ha sempre amato, e da cui non è stato ricambiato...un atto di vile rivalsa, di desiderio inappagato, lo porterà ad approfittarsi di lei. La musica lirica fa invece da sfondo ideale ad un grande amore nel secondo racconto
"Se sarà maschio lo chiameremo Aida" scritto da Menzinger e Didato. L'amore è surreale e potente come un teatro immaginario da costruire sull'altissima vetta di una montagna nel sud Italia...una montagna che non esiste.
Il racconto che però
mi ha colpito di più è sicuramente
"Cybernetic Love" proprio perchè si

riallaccia alla tematica "interattiva" che è alla base del mio romanzo. Carlo Menzinger e Simonetta Bumbi recuperano la tradizione amorosa dei grandi classici, dando vita ad un appassionato dialogo fra amanti virtuali denso di riferimenti letterari che ci rimandando a
Shakespeare, Dante, Omero...un'opera
originale che mette in primo piano
l'abilità degli scrittori e loro "devozione" ai giganti della poesia e della prosa...ogni verso, perchè di versi parliamo, è scritto davvero bene, e ho trovato molto simpatica la nota biografica su questi grandi autori ("giovani promesse" ) che, a distanza di secoli, sentiamo così vicini a noi.

Sì, i tempi cambiano, la tecnologia avanza, ma i sentimenti, le paure, i desideri che animano la nostre esistenze sono gli stessi. Giorno dopo giorno, cerchiamo le parole più adatte per esprimere - e comprendere appieno -ciò che proviamo...e talvolta, come dimostra questo bel libro, le parole possiamo trovarle anche nel Web.
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Ringrazio 1949Paperina per averlo commentato su aNobii:
Dalla quarta di copertina:
Tre storie scritte nel web.
Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d'autori.
Deviante, come molto spesso sono le quarte di copertina, che sbircio appena perchè a volte sono in grado di svelarti la fine di un giallo o, dopo la lettura del libro, capisci che chi le ha scritte il libro NON lo ha letto. Deviante perchè (a non conoscere la scrittura di Carlo) si potrebbe pensare ad un raffazzonato "cazzeggio" nel web, qualcosa di messo insieme quasi per caso. Deviante perchè mi è piaciuto troppo, dal primo breve racconto alla dolce quasi-favola centrale, al colto dramma-tragedia finale. Non ho idea di come abbiano fatto gli autori a creare questa gradevolissima opera, che non lascia intravedere le due "menti" che di volta in volta hanno scritto. Ho fatto anche un commento confuso, ma "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" l'ho letto due volte, una di seguito all'altra...
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Ringrazio quindi eleU che neparla sempre su aNobii:
Interessante esito di scrittura "sperimentale" dello stesso autore con altri tre scrittori. Il primo dei tre scritti ha un finale aperto, e ogni lettore è libero di immaginare cosa accadrà quando "lei" si sveglierà. Curioso l'uso di un linguaggio giovanilistico, direi riuscito. Il secondo racconto è davvero un piccolo gioiello ambientato in una Macondo dei giorni nostri. Il finale è un divertissement intellettuale con tanti riferimenti e giochi di parole, che chiude in bellezza questa raccolta.
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Ringrazio Carla Casazza per aver scritto così su aNobii:
Visto che le feste si avvicinano, forse a qualcuno potrebbe interessare di regalare (o regalarsi), qualcuno dei miei libri.
Per informazioni rimando alla scheda relativa qui su aNobii o al mio sito o al blog.
I prezzi scontati che vi offro sono:
Ansia Assassina: € 8
Giovanna e l'angelo: € 12
Il Colombo divergente prima edizione: € 8
Il Colombo divergente seconda edizione: € 13
Parole nel web: € 9
Ucronie per il terzo millennio: € 13
Come spese di spedizione chiedo € 2.
Le spese di spedizione non cambiano fino a 5 libri (chiedo sempre solo € 2 per tutti e 5).
Un ulteriore sconto di € 5 per chi ordinasse 5 copie (di qualunque libro, anche dello stesso).
Quest'offerta vale solo per i libri richiesti direttamente al sottoscritto, non per quelli richiesti all'editore, nei negozi o in rete.
Di alcuni ho solo poche copie, dunque l'offerta è ad esaurimento e fino a Natale.

Qui non finisco più di ringraziarvi. Vorrei dedicare un post a ciascuno di voi, ma così rischio di far passare troppo tempo. Magari lo farò più avanti con calma, passata almeno la Serata Ucronica del 24 maggio.
Per ora mi limito ad un post cumulativo con il quale, vorrei ringraziare, in ordine sparso, Luisa Ferretti per la sua recensione sul volume “Parole nel web”, da me scritto assieme a Simonetta Bumbi, Sergio Calamandrei e Andrea Didato (i primi due, assieme a me, sono anche autori del romanzo “Il Settimo Plenilunio” che sto pubblicando a puntate su questo blog).
Riporto di seguito un breve estratto della sua recensione:
<<"Lei si sveglierà", "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" e "Cybernetic Love" sono i tre racconti che fanno parte di un libro intitolato "Parole nel web" edito da Libero di scrivere. Questo libro è nato grazie ad riuscitissima collaborazione fra quattro scrittori; su tutti il bravo Carlo Menzinger. (…)
Sì, le parole corrono sul web, in questa nostra epoca dominata dall'avvento di Internet, e talvolta, come in questo caso, danno vita ad un nuovo modo di fare letteratura. Alla base di questo esperimento c'è il talento, la passione, e la forte intesa letteraria che si è instaurata fra i quattro narratori, tutti con una solida esperienza narrativa alle spalle>>
Vorrei, quindi, ringraziare Enrico Matteazzi per le belle parole che spende nei miei confronti in un suo post sul sottobosco letterario di internet.
Riporto anche in questo caso alcune sue parole:
<<Mi è capitato così di conoscere Carlo Menzinger, uno scrittore che reputo davvero interessante e sul quale le grandi case dovrebbero fare un pensierino. Io ho letto in particolare "Il Colombo Divergente", un'allostoria (o ucronia, o storia alternativa che dir si voglia) un romanzo che mi è piaciuto davvero tanto (e ora consiglio a tutti quelli che incontro) più di tanti altri pseudo-scrittori che pubblicano a grandi nomi e in grande distribuzione.>>
Il resto del post si può leggere qui.

Vorrei, poi, ringraziare il Liceo Scientifico Rodolico di Firenze, il suo Circolo dei Lettori e la vicepreside Cristina Minucci, per aver ospitato me e Sergio Calamandrei nei propri locali per un incontro con gli studenti e i professori sul tema dell’ucronia.
Abbiamo passato così due piacevoli ore a discutere di come l’ucronia possa essere utile per interpretare la storia, di quale sia il possibile collocamento di questo genere letterario tra romanzo storico e fantascienza, di come si differenzi nettamente dalla distopia, con cui viene talora confuso. Abbiamo, inoltre, parlato di quanto sia cambiato il modo di scrivere in questi ultimi vent’anni grazie alle nuove tecnologie e di come sia mutata anche l’editoria. Poiché Calamandrei ed io abbiamo all’attivo alcune collaborazioni letterarie, si è anche discusso delle tecniche e delle modalità della scrittura collettiva.
Vorrei, quindi, ringraziare tutti coloro che stanno segnalando l’incontro di Modena, in particolare:
· Happysummer che ne parla su R’estate (il 19 maggio 2008);
· Kikmaster che ne parla su The Thousand Faces of Time;
· Antanz1967 che ne parla su Il blog di Antanz1967;
· Baloth che ne parla su Black Dog;
· Zingara53 che ne parla su Un Carrozzone Nel Vento.
Spero di non aver dimenticato nessuno.
Grazie a tutti di cuore!!!
È un libro che parla di noi, dei nostri giorni strani, dei nostri giovani eternamente adolescenti.
Narra di una ragazza, Giulia, che pur avendo un proprio lavoro continua a vivere a casa con i genitori. All’inizio viene quasi da pensare che sia proprio un adolescente, ma poi, leggendo, diviene chiaro che lei e gli altri protagonisti appartengono alla tribù dei ventenni. Il libro parla anche del rapporto con internet, o meglio dei rapporti attraverso internet, dato che descrive l’innamoramento di Giulia per un ragazzo, Niccolò, che ha conosciuto solo tramite web e non ha mai visto. Ed è questo il tema centrale del romanzo.
Vorrei, però, tornare ai personaggi, perché mi hanno fatto molto riflettere. Questo libro, infatti, ottimamente, descrive il modo di vivere vacuo e effimero dei giovani d’oggi, senza una vera preoccupazione. Ed è proprio questo loro attardarsi tra le comode mura della casa paterna, trai piccoli agi borghesi che sembra renderli così fragili e permeabili alle lusinghe dei mondi virtuali.
La vita vera sembra toccarli così poco che il richiamo del web giunge loro potente.
E la “piccola” Giulia si lascia incantare dalle lusinghe del suo innamorato virtuale.
È tutta una generazione, in realtà, che si sta lasciando ingannare da internet. Sia chiaro: adoro il web e credo abbia enormi potenzialità e sia importantissimo per lo sviluppo del mondo. Però, vedo bambine di dieci anni collezionare “Contatti” su messenger come noi si collezionava figurine (e fin qui nulla di male) e, talora,
confondere questi Contatti per amicizie vere. Fino ad arrivare ad estremi (non così immaginari come forse qualcuno crede) come quello della Giulia dipinta da Luisa Ferretti, che riesce ad innamorarsi delle parole di un ragazzo, che poi non avrà il coraggio di trasformare in realtà il suo amore elettronico.
Ho letto questo libro con particolare interesse, perché il tema dell’innamoramento tramite internet mi è
particolarmente caro, avendo io scritto, assieme a Simonetta Bumbi, la storia di un tragico triangolo d’amore nato in una chat nel racconto in versi “Cybernetic Love” edito da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel web”.
“L’infinita ombra del vero”è un romanzo sull’Illusione. Sull’illusione di un’intera generazione (forse più d’una) di poter supplire con amicizie virtuali alla Vita vera.
Un romanzo che dipinge la nostra realtà e che, senza pretesa di insegnare nulla, ci aiuta a capirla.
Una lettura, veloce e piacevole, che ognuno dovrebbe fare, se vuole guardare questo mondo negli occhi, anzi nel… monitor.
Questa recensione la trovate anche
qui.
Ho conosciuto Sergio Calamandrei alcuni anni fa durante una gita in montagna sull’Alpe di Siusi, dove eravamo andati per alcuni giorni con amici comuni.
In seguito abbiamo fatto assieme alcuni viaggi e, accomunati dall’amore per i libri e la scrittura, abbiamo prima scritto assieme un racconto (Lei si sveglierà), poi pubblicato da Liberodiscrivere nel volume “Parole nel Web”, quindi abbiamo scritto un romanzo a sei mani assieme a Simonetta Bumbi (Il Settimo Plenilunio) e partecipato assieme all’antologia “Ucronie per il terzo millennio” (Edizioni Liberodiscrivere). Recentemente il suo racconto "Dante e Beatrice, diciotto vite spezzate" è stato incluso nella lista di racconti selezionati del premio Orme gialle (e sarà quindi inserito nell'antologia di questa edizione del premio).
Sul suo sito parla così di sé:
<< Vivo a Firenze, dove sono nato il 26/12/1963.
Mi sono laureato in Economia e Commercio e nel 1988 ho iniziato l’attività di Dottore Commercialista che attualmente svolgo come titolare di uno studio associato.
Sono sposato e ho due figli.
Da un punto di vista letterario la mia carriera si riassume velocemente.
Fin da ragazzo mi sono dedicato a scrivere racconti e pensieri.
Ho partecipato a un paio di concorsi letterari con buoni risultati ma non ho poi insistito in quella direzione.
Con lo sviluppo dell’attività lavorativa e la nascita dei figli l’impulso a scrivere si è per un po’ affievolito ed è stato in buona parte dirottato verso l’attività di autore di articoli per riviste specializzate nel settore fiscale (quali Il Fisco, Il Bollettino Tributario e varie testate della casa editrice Ipsoa). Sinora ho pubblicato una cinquantina di articoli.
Da alcuni anni ho ripreso a scrivere racconti e saggi e ho attivato un sito internet personale da me artigianalmente realizzato (www.calamandrei.it) che registra un numero inaspettatamente confortante di contatti e visite.
A questo sito ho poi affiancato un blog,
CALABLOG, dove si parla di scrittura, libri, editoria e altro.
Nel 2007 è stata pubblicata da Liberodiscrivere
Parole nel web, una raccolta di tre racconti in cui ne compare uno,
Lei si sveglierà, scritto a due mani da me e da Carlo Menzinger.
Sempre nel 2007 il racconto Caput Mundi è pubblicato nell'antologia Ucronie per il terzo millennio (Liberodiscrivere).
Il racconto Firenze, 1944. La cena col morto è pubblicato on line su una sezione del sito Thrillermagazine curata da Angelo Marenzana e Daniele Cambiaso dedicata ai gialli ambientati nel periodo del ventennio o collegati a quel periodo.
Il racconto Ingenuità è stato segnalato dalla giuria del concorso Maremma Mystery 2007 e sarà quindi ricompreso nell'antologia dei racconti premiati che verrà pubblicata dalla Editrice Laurum.
Attualmente sto lavorando su diversi altri racconti e sul sequel de L'unico peccato.>>
BIBLIOGRAFIA
3.
Il racconto “
Senza specchio” nell’antologia “Lo specchio” de “I quaderni di Banchina – Pubblicato a marzo 2007 e scritto nel 2007.
Si tratta di tre romanzi (Ansia assassina, Giovanna e l’angelo e Il Colombo divergente); una raccolta di storie scritte da me con altri autori (Parole nel web) che comprende un romanzo breve, una storia in versi ed un racconto; un’antologia da me curata (Ucronie per il terzo millennio) e di un’antologia cui ho partecipato (Lo specchio) con un solo racconto.
E voi? Quali sono stati i vostri libri del 2007? Cosa avete letto? Avete letto qualcosa di quanto citato? Cosa ne pensate?
LEGGI IL RESTO:
Ho conosciuto Andrea Didato per caso su internet verso la fine del 2001 o forse l’inizio del 2002, su un sito che si chiamava Scrittura Fresca. Era un sito dove ognuno poteva pubblicare quel che voleva, racconti e poesie, ed essere contattato dai lettori che dicevano, sempre scrivendo nel sito, la loro su quanto avevano letto (ma sapete tutti come funziona un sito di scrittura, no?).
Fu così che Andrea lesse qualcosa di mio ed io qualcosa di suo. All’inizio mi divertii a riscrivere un paio di suoi racconti e a farglieli leggere (ricordo, in particolare il racconto di un tragico volo). Poi ci venne l’idea di scrivere assieme e decidemmo di fare un racconto. Voleva essere una storia breve, di un paio di pagine, ma il gioco ci prese la mano e divenne quasi un romanzo. Lo abbiamo chiamato “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”. Si trattava di una storia surreale di due ragazzi che si innamorano e che, amando la musica lirica decidono di costruire un teatro. L’aspetto surreale della storia è l’ambientazione: un paese del sud Italia, in cima ad una montagna altissima e perennemente innevata. Ed un po’ surreali o allucinati sono alcuni personaggi.
Ognuno scriveva qualcosa e poi lo spediva all’altro evidenziando le parti variate. L’altro rileggeva e approvava (o meno) le variazioni ed aggiungeva parti nuove. Dunque, nella storia ci possono essere personaggi o brevi descrizioni che sono più creature di Andrea o più mie, ma questo lavoro di continua sovrapposizione delle nostre “mani”, ha portato il libro ad essere particolarmente omogeneo, ed io stesso stenterei a ritrovare delle parti di cui assumere la paternità assoluta. La differenza di contributo, però, era, direi, soprattutto nel fatto che Andrea amava molto descrivere la vita di paese, dettagliare i personaggi. Io preferivo le trovate surreali e le invenzioni fantasiose. Fui, ad esempio, io a portare in montagna Calalto (ma il nome credo fosse soprattutto opera sua), io a inventarmi l’idea del teatro o a trasformare la partita a pallone in una sorta di avventura epica. Sue, però, mi pare, furono l’idea dell’avvelenamento o quella della biblioteca e delle lezioni scolastiche per adulti.
Una volta completato il romanzo, decidemmo di farlo leggere ad altri. Avendo io pubblicato “Il Colombo divergente” con Liberodiscrivere, mi ero spostato sul sito di questa casa editrice. Fu così che lo facemmo uscire a puntate prima su Scrittura Fresca e poi su www.liberodiscrivere.it. Eravamo nel 2002.
Poi il tempo passò e i vari impegni familiari e professionali mi allontanarono dal web e mi parve lo stesso fosse avvenuto ad Andrea.
Un giorno, anni dopo, ho ripensato a questo romanzo che ancora “fluttuava” senza pace in internet, senza aver potuto riposare sulla carta. Ripensai anche ad altri scritti fatti a quattro mani, come il “Cybernetic Love”, scritto con Simonetta Bumbi e anch’esso pubblicato on line su Liberodiscrivere e “Lei si sveglierà”, scritto con Sergio Calamandrei, e mi resi conto dello scorrere inesorabile del tempo. Mi prese allora la “paura” di non poter più riuscire a dare alle stampe questi lavori. Temevo di perdere i contatti con Simonetta e Andrea, che da tempo non sentivo più.
Decisi allora di raccogliere questi testi in un volumetto e di ricercare i miei compagni d’avventura. Volevo anche scrivere un breve racconto tutti assieme, per chiudere l’opera.
Ebbi qualche difficoltà momentanea a ritrovare Simonetta, che in rete si muoveva spesso silenziosa, nascosta dietro imprevedibili nicknames, ma poi, con grande gioia, la ritrovai.
Sergio è un amico del mondo reale per cui non fu difficile contattarlo.
Mancava, però, all’appello Andrea. Gli scrissi il 27 febbraio 2006, ma alla sua vecchia e-mail Didato non rispondeva. Pensai l’avesse cambiata. Cercai altri riferimenti in rete, ma la sola e-mail che i vari siti su cui lui scriveva segnalavano era quella a me nota. Trovai allora un numero telefonico. Mai c’eravamo visti e mai neppure parlati per telefono (lo stesso è stato con Simonetta). I nostri lavori erano stati integralmente realizzati solo per scambio di e-mail! Non sapevo se fosse davvero il suo numero. Il nome e la città, però, corrispondevano. Dopo una decina di giorni di ricerche, alfine, decisi di rompere la tacita regola che aveva limitato i nostri rapporti al solo contatto via e-mail.
Il numero era giusto, anche se capii subito dalla voce di chi mi rispondeva che c’era qualcosa che non andava. Forse avevo sbagliato a “comparire” nel mondo reale, io che per lui ero solo stato un “fantasma virtuale”? Al telefono c’era una donna, sua moglie, che, purtroppo, mi spiegò che non potevo più parlare con Andrea, perché Andrea aveva davvero lasciato il mondo reale. Per sempre. Avevamo scritto un romanzo assieme ed ero quasi certo che prima o poi ci saremmo incontrati, invece questo non avverrà mai, perché Andrea non c’è più.
Sua moglie e sua figlia mi hanno spiegato che era stato malato. Di questo Andrea non mi aveva mai parlato. Del resto parlavamo quasi solo dei nostri scritti. Pare abbia vissuto fino all’ultimo come se la malattia non ci fosse, lui che, medico, ben sapeva cosa questa fosse.
Ho avuto la sensazione quasi di essermelo aspettato, quando mi prese la premura di mettere assieme queste pagine.
Assieme ai suoi parenti decidemmo quindi pubblicare comunque questo nostro lungo racconto (o romanzo breve, come preferite). Mi pareva ormai quasi un dovere, per ricordare questo mio lontano “amico di rete”, che non meritava di andarsene così presto.

Così scriveva di sé Andrea Didato, poco prima di lasciarci per sempre nel 2004: “57 anni (tutto sommato portati bene). Medico di famiglia. Vivo e lavoro a Palermo. Sposato. 3 figli e 1 cane.
Come scrittore ho avuto sempre un andamento ciclico, alternando fasi di febbrile produzione a lunghe pause di riflessione. Ho collaborato e collaboro con alcuni periodici a diffusione locale o regionale (CB Sicilia, Il Castello, Il nuovo Ciclope, Palermo Sport) e partecipato a qualche Concorso Letterario, ottenendo:
· una segnalazione al "Premio Amicizia di Castelbuono 1998"con la poesia "Nulla di più che un uomo";
· una segnalazione al "Premio letterario di Caltanissetta 2001" per la Sezione "Poesia in vernacolo" con la poesia "U ponti";
· un secondo premio al Concorso "Cosseria Misteriosa 2000" con il racconto "Martina".
Edizioni Anteprima mi ha pubblicato un libro, un romanzo dal titolo
"Garibaldi ha dormito qui" che ha ottenuto un discreto successo (è stato anche adottato in una Scuola Media di Palermo) nonostante la ridotta distribuzione.
Da alcuni anni ho scoperto Internet e la possibilità di pubblicare in rete e di collaborare con siti amatoriali e fantine inviando recensioni letterarie e articoli:
Horror-World e Horror.it; tra i tanti, di 2 sono particolarmente orgoglioso e ne consiglio la lettura: Le macchine anatomiche e Le Stimmate.
Insieme a Carlo Menzinger (uno scrittore di Firenze, conosciuto per caso in web e con il quale non ci siamo mai incontrati) ho scritto un breve romanzo a quattro mani, utilizzando esclusivamente l'email. Il romanzo con il titolo "Se sarà maschio lo chiameremo Aida" l'abbiamo pubblicato a puntate su Liberodiscrivere.”.
Il romanzo breve “Se sarà maschio lo chiameremo Aida” è, poi, stato pubblicato integralmente nella raccolta “
Parole nel web”.
Nel rileggere queste note, che compaiono anche come biografia nel volume Parole nel web, mi sono accorto che il breve saggio del mio scomparso amico virtuale trattava, coincidenze della vita, proprio di un mio antenato:
Raimondo di Sangro!
Andrea Didato è il medico siciliano con la passione per la letteratura, con cui ho scritto a quattro mani il romanzo breve
“
Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, pubblicato prima a puntate su Scrittura Fresca e su Liberodiscrivere e poi, dopo la sua morte, stampato da Liberodiscrivere nel volume
“Parole nel web” che riunisce tre mie lavori realizzati assieme ad altrettanti autori.
Oltre ad aver scritto vari racconti pubblicati in antologie e nel web, Didato ha pubblicato con le Edizioni Anteprima il romanzo:
Quando lo seppi me ne feci subito mandare una copia. Stavo leggendo dell’altro (sto sempre leggendo altri libri ed ne ho sempre una lista esagerata che vorrei leggere), pensai quindi di mettere il libro in mezzo a quelli che prima o poi avrei letto.
La curiosità, però, mi vinse e ne lessi un paio di pagine. Fui subito catturato dalla lettura. Sprofondai tra le 122 pagine di questo racconto. In “Garibaldi ha dormito qui” non c’è una vera suspence (non essendo né un giallo, né un thriller), ma Didato riesce sempre a tenere viva l’attenzione e ti spinge, pagina dopo pagina, ad andare avanti fino alla fine.
Lo stile di Didato è senz’altro diverso dal mio. Quello che mi fece sentire particolarmente vicino a lui era il suo amore per la ricostruzione storica.
Ama molto il dettaglio, Didato, e la vita della gente comune. Nel romanzo si alternano scene di battaglia del periodo garibaldino con una vita di paese (il paese è Calatafimi) che “profuma” di Storia ed ha riflessi di provincia.
Nulla vorrei scrivere qui della trama per lasciare il piacere della scoperta al lettore, dirò solo che si narra di una disputa che affonda le radici nel tempo, ma si dispiega in un passato recente, tra le vie e le case di Calatafimi. Sullo sfondo la Sicilia e l’Italia.
La
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